Pioggia di Ester Negretti

una giornata di pioggia“Ognuno di noi è seguita da un’Ombra. Meno questa è incorporata nella vita coscia dell’individuo, tanto più è nera e densa.” Così lo psicanalista svizzero Carl G. Jung descriveva il lato oscuro della vita di ogni essere umano. Con questa parole voleva significare il mondo che sta dietro alla vita sociale di ognuno di noi. La parte notturna (nascosta), raccoglie i lati penosi (negativi) ma anche conturbanti (affascinanti) delle persone. L’immagine dell’Ombra, nella sua semplicità, rappresenta dunque in modo chiaro la sostanza ed il funzionamento dell’incoscio, il volto segreto della nostra identità. Bisogna vedere il radicamento nella nostra vita di quella parte di noi che non ci siamo permessi di esprimere. Per riprenderci almeno in parte la nostra identità perduta e riportare alla luce il tesoro celato nell’incoscio, per potervi di nuovo attingere. Perché ciò avvenga sarà necessario cercare l’Ombra, individuarla, conoscerla, riconoscerla, affrontarla, e alla fine accettare i tesori e le brutture. L’Ombra è una parte solitamente definita negativa, formata da tutti gli aspetti del nostro carattere e dalla nostra personalità che abbiamo dovuto celare, mettere da parte perché non accettati dalla società, dalla famiglia, dal gruppo di appartenenza. E’ la personificazione di tutte quelle parti che rifiutiamo a livello conscio. Ha una parte di cui siamo consapevoli e, consapevolmente, non ci piace E una parte incoscia. Quella che più ci disturba. Non la conosciamo, sfugge al nostro controllo, la temiamo perché tende a riemergere nei momenti di stress, quando sommergiamo la coscienza con il lato più viscerale e arcaico del nostro carattere. Ma…”talvolta si deve essere indegni, per riuscire a vivere pienamente” (Jung). Ecco perché è importante recuperare l’Ombra, o almeno recuperare quegli aspetti della personalità che arricchiscono la vita rendendola più interessante, forse anche un po’ inquietante. Ma sicuramente meno affascinante. Un uomo senza aspetti negativi, cosci o incosci, non sarebbe umano. Un uomo solamente buono non avrebbe l’umanità e la pietà che solo la coscienza diretta del male gli può portare. Non si può essere perfetti se non si conosce l’imperfezione Né essere coraggiosi se non si conosce l paura. Riconoscere in noi, far emergere ciò che abbiamo scientificamente censurato, seppellito, rimosso, ci renderebbe persone complete. Persone ricche di quella ricchezza che solo l’imperfezione può dare. L’Ombra nasconde qualcosa di primitivo, infantile, semplificato e diretto che potrebbe rendere la vita più bella e sorprendente. Potremmo descrivere il viaggio che tutti noi percorriamo per vivere come un processo di adattamento alla realtà sociale a cui apparteniamo. Un processo necessario alla nostra sopravvivenza e positivo per la nostra salute mentale. Durante tutta la nostra vita impareremo a prenderci cura di noi nel maggior rispetto possibile dei nostri bisogni. La fonte principale di questa capacità di autoprotezione saranno le figure genitoriali: più saranno protettive, positivamente normative e rispettose della nostra individualità (senza mai dimenticare il contesto sociale), più potremo mostrarci alla luce del sole. Quindi la luce è l’insieme di noi assorbito di adeguamento e libertà, permessi e divieti. La luce siamo noi, per come siamo diventati. Se avremo pagato molto in termini di adattamento, sarà rimasto poco di noi, sottili e con un ombra di notevoli dimensioni: se invece il sacrificio sarà stato contenuto, saremo più in luce che un’ombra di notevoli dimensioni. Se invece il sacrificio sarà stato contenuto, saremo più in luce che in ombra. Se riusciamo a ricomporre il nostro insieme di ombra e di luce, potremmo essere di nuovo noi, completi .

Estratto dal libro “Diventare pienamente noi stessi” Di Alessandra Zamuseo.

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