Roberto Milani

“…non dobbiamo avere un comportamento intellettuale sprezzante e neppure un atteggiamento decadente. Vogliamo semplicemente ascoltare la voce pura della natura in noi stessi e ciò che questa esprime per comunicare una speranza, anche se flebile, per l’umanità. …”
Così scrive Ester Negretti nella presentazione del gruppo “Discaricart”.

Non è questo movimento il tema principale di questo breve scritto, ma può essere utile al lettore per capire al meglio il profilo di questa artista.
Artista vera. Sincera ed impegnata.

La sua arte non ha mezzi termini.
E’ diretta.
E’ un’artista che arriva. Capace di mostrare la propria forza creativa nella più intrigante complessità, completezza e determinazione e con la necessaria consapevolezza che essere artista oggi è allo stesso tempo un privilegio ed una missione. Sa mettere a proprio agio l’interlocutore che rimane ammirato e coinvolto dalla scoperta degli infiniti particolari che compongono le sue opere. Di fatto resta meravigliato dal risultato finale.
La Negretti, vuole “ascoltare la voce pura della natura in noi stessi” e ci fornisce così la propria chiave di lettura: mettendosi a nudo. Mostra tutta la sua forza e la sua vulnerabilità. E’ un’arte dura, diretta e allo stesso tempo fragile e femminile.
Guardare una delle sue tele in maniera superficiale è gradevole, piacevole; ma c’è ancora più gusto entrarvi, esplorando, scoprendo e comprendendo che dietro a tutto ciò, c’è arte, quella vera! Un pensiero e personalità.
Chi vuole trovare risposte ad alcuni dei tanti quesiti che si celano dietro ogni piega della materia, oltre ogni pennellata o sotto ogni elemento plastico che troviamo su queste superfici, deve necessariamente immedesimarsi nella psicologia dell’artista.
Gli elementi che vi invito ad indagare per risolvere l’enigma metafisico che permea la sua arte sono altri, ad esempio: il sentimento, l’idea, la forza e soprattutto la luce.
E’ infatti la luce l’assoluta protagonista di queste tele. Quella luce che a prima vista sembra neanche esistere, svela la sua presenza nei contorni degli elementi, nei contrasti e variazioni di tono.
In eterno equilibrio come un funambolo, Ester vive nel grande circo dell’arte come assoluta protagonista, con invidiabile certezza (ed è questa la sua qualità più importante) e solida determinazione.
Muri e barriere, oramai superate ma ancora presenti, albergano nelle reti che imbrigliano l’essere libero dell’artista, costringendolo a fare i conti con le convenzioni, convinzioni e i pregiudizi che governano il complicato e complesso sistema, determinato e generato da critici, curatori, galleristi e collezionisti che non sempre vedono nelle donne/artiste il tanto ricercato “genio”.
Non esistono quesiti esistenziali o domande senza risposta.
Esistono soluzioni. Visibili e tangibili. Sono impronte e segni, anche graffi. Sanguinanti a volte, generati dalla rabbia. Quest’ultima, sfogata attraverso l’urlo liberatorio e silenzioso, della propria creatività, alla sua presenza ed al suo voler essere, fino in fondo, Artista.

E Vi assicuro che non è facile essere artista oggi, forse è più facile farlo.