L’arte a Como, la polemica e una scossa

Semm sempar cumasch…
Perché far prevalere il gusto della polemica al piacere dell’arte?
Non importa di cosa stiamo parlando ma l’importante è polemizzare ed essere contrari, sì contrari, ma a cosa?
Non importa a cosa, ma i comaschi sono contrari! Sempre.
Vuoi vedere che forse questa volta, è importante a cosa si è contrari? Io credo di sì.
Forse anche a Como si è attenti e si considera l’arte nel suo significato più profondo attribuendole il ruolo che le compete.
L’arte ha un ruolo sociale imprescindibile, partendo dalle pitture rupestri che hanno fissato nella roccia la consapevolezza dell’uomo che le creò in totale armonia con il proprio sentire ed il proprio mondo, fino a queste inette “contemporanee” discussioni comasche che ci costringono, ancora una volta, a schierarci dalla parte dell’arte e combattere vecchie cariatidi.
L’arte non deve sempre “dimostrare” ma fornire elementi per far evolvere l’uomo. Un ruolo così fondamentale per l’umanità, che potrebbe “far correre il rischio” -­‐ persino a Como – di cambiare.
Il nostro Alessandro (Volta) plauderebbe all’opera di Libeskind che, in questo torpore, può illuminare l’animo e le menti impaludate e farci guardare oltre le amate colline lacustri verso un futuro diverso e possibile?
Da artista visionario ma comasco, mi piace attribuire all’armonica verticalità di The Life Electric capacità paranormali, come un’antenna cosmica che fa confluire proprio qui energie in grado di ridestare la città come una scossa elettrica da “defibrillatore”.
Non da ultimo, ritengo la sua collocazione il luogo perfetto e imprescindibile dall’opera stessa che sarà stimolo di riqualifica. Chissà se Como sarà in grado di rispondere al nuovo con il nuovo e cogliere questo stimolo per completare anche Piazza Cavour?
…forsi, sta volta no.
Ester Maria Negretti

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