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“VUOTI A PERDERE” MUSEO GALATA – 23 OTT 2015 – GENOVA

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La mostra “Vuoti a perdere” del Movimento Discaricarts continua come ospite di “The Great Pacific Garbage Patch. Il tempo scorre, la plastica rimane”
Museo Galata_Genova

Gli artisti Discaricarts al Festival della scienza di Genova

Dopo i successi della mostra “Vuoti a perdere” al festival del benessere “Chiarissima” di Chiari (Brescia), al Festival “Convivere” (Carrara) e  al Galata Museo del Mare (Genova), alcune delle opere  dei discartisti vengono scelte per accompagnare la mostra “Il tempo scorre, la plastica rimane” dedicata al preoccupante fenomeno denominato “The Great Pacific Garbage Patch”, la grande isola della plastica formatasi, per effetto delle correnti, nell’Oceano Pacifico e la cui estensione sul  pianeta è seconda solo all’estensione della Russia.
Le opere degli artisti Luciana Bertaccini (MS), Maria Capellini (SP), Guido De Marchi (GE), Ferrando Patrizia (GE), Furlanis Marina (MI), Maria Luisa Gravina (GE), Santino Mongiardino (GE), Ester Negretti (CO), Giuliano Radici (BS), Jurij Tilman (MI) erano già state presenti al Galata Museo del Mare all’interno della mostra “Vuoti a perdere” che si è configurata come una denuncia degli sprechi nel settore alimentare, non tanto incentrata sul cibo, quanto sull’eccesso di imballaggi, contenitori, involucri, impacchettamenti che, se in alcuni casi possono assolvere a finalità igieniche, vengono però a costituire un grosso problema ambientale dal momento che, diventati rifiuti, devono essere smaltiti quando non sono addirittura abbandonati sconsideratamente nell’ambiente.
Un’eventualità questa che diventa molto rischiosa qualora gli agenti atmosferici, i corsi d’acqua e l’incuria consentano a questo tipo di rifiuti di raggiungere il mare: l’azione di degradamento naturale infatti è lentissima e le parti  sbriciolate entrano nella catena alimentare con conseguenze disastrose per tutti i viventi.
Questa consapevolezza che nella mostra The Great Pacific Garbage Patch è chiaramente spiegata dai ricercatori con gli strumenti tipici della spiegazione scientifica è espressa con forza e determinazione ma nello stesso tempo con poesia ed ironia dagli artisti Discaricarts.

La mostra è visitabile fino al 1/11/2015 dalle 10.00 alle 18.00 da lunedì a venerdì e dalle 10.00 alle 19.00 il sabato e la domenica  presso il Galata Museo del mare di Genova.

di Maria Capellini

 

ROTTA A NORDEST – 18 SET 2014 – ROVIGO

Centro di Cultura Audiovisiva Comunale Pescheria Nuova

Rovigo
Corso del Popolo 140
dal 18 al 30 settembre

direttore e ideatore del progetto: Giammarco Puntelli

opera : Desideri sospesi
50×50
anno 2012
tecnica discaricart

 

DISCARICART “A MAR A MENTE” – OTT 2013 – LA SPEZIA

http://www.festadellamarineria.com

Spazio di  Maria Capellinipromosso da ART Commission associazione culturale di Virginia
 
 
A MAR A MENTE stimola la riflessione sul mare e quanto di esso non troviamo più o vorremmo ritornare a vedere

 
AMAR A MENTE parla dell’amore cercato e spesso non trovato o perduto,  intenso e passionale forse più di quello realizzato

AMARAMENTE è l’interpretazione più ovvia ma cercheremo di farla passare in secondo piano con la grafica dellhead line e le nostre opere…

Roberto Milani

“…non dobbiamo avere un comportamento intellettuale sprezzante e neppure un atteggiamento decadente. Vogliamo semplicemente ascoltare la voce pura della natura in noi stessi e ciò che questa esprime per comunicare una speranza, anche se flebile, per l’umanità. …”
Così scrive Ester Negretti nella presentazione del gruppo “Discaricart”.

Non è questo movimento il tema principale di questo breve scritto, ma può essere utile al lettore per capire al meglio il profilo di questa artista.
Artista vera. Sincera ed impegnata.

La sua arte non ha mezzi termini.
E’ diretta.
E’ un’artista che arriva. Capace di mostrare la propria forza creativa nella più intrigante complessità, completezza e determinazione e con la necessaria consapevolezza che essere artista oggi è allo stesso tempo un privilegio ed una missione. Sa mettere a proprio agio l’interlocutore che rimane ammirato e coinvolto dalla scoperta degli infiniti particolari che compongono le sue opere. Di fatto resta meravigliato dal risultato finale.
La Negretti, vuole “ascoltare la voce pura della natura in noi stessi” e ci fornisce così la propria chiave di lettura: mettendosi a nudo. Mostra tutta la sua forza e la sua vulnerabilità. E’ un’arte dura, diretta e allo stesso tempo fragile e femminile.
Guardare una delle sue tele in maniera superficiale è gradevole, piacevole; ma c’è ancora più gusto entrarvi, esplorando, scoprendo e comprendendo che dietro a tutto ciò, c’è arte, quella vera! Un pensiero e personalità.
Chi vuole trovare risposte ad alcuni dei tanti quesiti che si celano dietro ogni piega della materia, oltre ogni pennellata o sotto ogni elemento plastico che troviamo su queste superfici, deve necessariamente immedesimarsi nella psicologia dell’artista.
Gli elementi che vi invito ad indagare per risolvere l’enigma metafisico che permea la sua arte sono altri, ad esempio: il sentimento, l’idea, la forza e soprattutto la luce.
E’ infatti la luce l’assoluta protagonista di queste tele. Quella luce che a prima vista sembra neanche esistere, svela la sua presenza nei contorni degli elementi, nei contrasti e variazioni di tono.
In eterno equilibrio come un funambolo, Ester vive nel grande circo dell’arte come assoluta protagonista, con invidiabile certezza (ed è questa la sua qualità più importante) e solida determinazione.
Muri e barriere, oramai superate ma ancora presenti, albergano nelle reti che imbrigliano l’essere libero dell’artista, costringendolo a fare i conti con le convenzioni, convinzioni e i pregiudizi che governano il complicato e complesso sistema, determinato e generato da critici, curatori, galleristi e collezionisti che non sempre vedono nelle donne/artiste il tanto ricercato “genio”.
Non esistono quesiti esistenziali o domande senza risposta.
Esistono soluzioni. Visibili e tangibili. Sono impronte e segni, anche graffi. Sanguinanti a volte, generati dalla rabbia. Quest’ultima, sfogata attraverso l’urlo liberatorio e silenzioso, della propria creatività, alla sua presenza ed al suo voler essere, fino in fondo, Artista.

E Vi assicuro che non è facile essere artista oggi, forse è più facile farlo.

DISCARICART introduzione al movimento

Breve introduzione al movimento DISCARICART

Vorrei sottolineare nell’introduzione al movimento DISCARICART che il nostro intento è e rimarrà quello di non seguire le tendenze indotte che caratterizzano gran parte dei movimenti pseudoculturali che ci circondano o per meglio dire attanagliano inesorabilmente ogni forma artistica. Pertanto non seguiamo l’onda del riciclo, anche se la proponiamo e pratichiamo, non seguiamo l’onda politica del rifiuto clandestino e perseguitato, non cavalchiamo l’onda ecologista per farci belli o per farci impiccare, non abbiamo, in poche parole, alcuna forma di linguaggio che sia assimilabile al regno della confusione programmata che domina l’attualità. Il nostro deve essere un percorso oscuro, ma anche una minaccia profonda, che si cela dietro quella patina plastificata della comunicazione che nasconde la verità globale: cioè il pericolo di una catastrofe epocale. Ma non dobbiamo avere un comportamento intellettuale sprezzante e neppure un atteggiamento negativo e decadente. Vogliamo semplicemente ascoltare la voce pura della natura in noi stessi e ciò che questa esprime per comunicare una speranza, anche se flebile, per l’umanità.
La minaccia epocale si avverte, per quanto sia contrastata dalla putrefazione di un sistema che genera facili entusiasmi o dirottamenti pianificati, in ogni nostro istante: quando apriamo le nostre antenne sensitive e guardiamo il mondo sotto la sua vera entità poetica, e per poetica intendo l’istinto amoroso del fare arte. Quando si fa Arte si ama, anche se stiamo amando un rifiuto, uno scarto, un escremento, e si DEVE trasmettere questo amplesso creativo agli altri. Ecco il punto.L’assemblaggio diversificato e diametralmente opposto ha evocato un nuovo fascino, ha espresso il bisogno che c’è in ogni oggetto, in ogni cosa di esprimersi, di esprimere arte, e per arte, come detto precedentemente, di esprimere amore nonostante tutto, amore disperato, amore folle, ma comunque l’amore che abbraccia i rifiuti del nostro avido mondo.
Le altre avanguardie a cui faccio riferimento sono Dadaismo e Surrealismo, quest’ultimo ben poco conosciuto e apprezzato nel nostro Paese, intollerante ad ogni forma di felicità artistica che non sia indottrinata. Credo sia tempo, almeno per onestà intellettuale e per gli artisti italiani, di sciogliersi da queste catene lacunose, che ormai stanno per diventare centenarie, e scrollarsi tutta l’arretratezza, che ci ha condannato in tutto il secolo scorso, per liberare il nostro pensiero e dare nuovo impulso e libertà a nuove forme artistiche. Proprio in riferimento al Surrealismo, dedicheremo alcuni appunti sul riutilizzo degli oggetti e sulle teorie espresse da Breton, Duchamp, e Schwarz; non dimentichiamolo che quest’ultimo è anche Presidente Onorario del nostro movimento.
Mauro zo Maraschin
Gruppo facebook: Discaricart

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DISCARICART un obbiettivo

Stavo pensando: è molto importante , costrutivo e stimolante per noi artisti avere un’associazione dove crescere in una stessa ideologia e portarla avanti in modo positivo e ottimale, percio’ sono convita che uno scopo dell’associazione dev’essere quello di Creare eventi innovativi capaci di coniugare azioni di Responsabilita’ Sociale d’Impresa e progetti artistico-culturali . Creare un network di cultura contemporanea mettendo in comunicazione associazioni, istituzioni , le imprese e la responsabilita’ sociale d’impresa con i mondi dell’arte e della cultura.

DISCARICART l’idea che prende vita…

Negli ultimi nostri incontri abbiamo focalizzato il discorso che va a togliersi dal recupero di materiali fine a sè stesso-tra l’altro gia’ promosso da altre correnti- ma vogliamo dare alle opere “marchiate” discaricart il significato intrinseco e sociale che va oltre il recupero, la rievocazione , la denuncia. Partiamo dal rifiuto e quindi dal discaricato per far nascere una nuova idea di comunicazione che intrecci collaborazioni creative.