Chiesa della Misericordia


Installazione: La cena degli ultimi

Chiesa di San Biagio e Sant’Antonio Abate
via Giuseppe Mazzini 101, Pietrasanta 55045 (Lucca)

A cura di Mariella Poli – dal 22 aprile 2026

Nel cuore di Pietrasanta, città in cui la materia è lingua identitaria, la Chiesa della Misericordia si configura come spazio di stratificazione storica e simbolica. Nata come sede confraternale dedicata alla cura e all’assistenza, essa custodisce nella propria origine una pratica concreta di prossimità agli ultimi. È in questa radice che si inserisce l’intervento di Ester Maria Negretti.

La cena degli ultimi, collocata in prossimità dell’altare maggiore, attiva un dialogo diretto con il fulcro liturgico dello spazio. Se l’altare è luogo di trasformazione e sacrificio, l’installazione introduce una domanda essenziale: chi è oggi posto al centro della tavola?

Il riferimento alla tradizione iconografica dell’Ultima Cena – dalla costruzione prospettica di Leonardo da Vinci fino alle riletture radicali del secondo Novecento – è assunto non in chiave figurativa, ma strutturale. Negretti non rappresenta gli apostoli: ne assume la tensione relazionale.

Questa riflessione nasce nel 2016 nell’ambito della mostra internazionale THE LAST LAST SUPPER. Leonardo e la visione ritrovata, curata da Antonio d’Avossa e organizzata dall’Associazione Flangini in collaborazione con Regione Lombardia e Accademia di Brera, in occasione di Expo. In quell’occasione La cena degli ultimi venne presentata accanto all’Ultima Cena di Andy Warhol, instaurando un dialogo diretto con una delle più significative riletture contemporanee del Cenacolo.

Se Warhol moltiplica l’immagine fino a interrogarne l’aura, Negretti sottrae la figura per restituire densità simbolica alla relazione.

Le calebasse che compongono l’opera provengono dal Burkina Faso, “terra degli uomini integri”, oggi tra i paesi economicamente più fragili al mondo. Materiali poveri, essenziali, nati per contenere nutrimento e acqua, attraversano geografie e sistemi di valore per diventare presenze centrali nello spazio sacro europeo.

In questa operazione si manifesta una tensione archetipica: l’artista compie un atto di restituzione, elevando ciò che appartiene alla marginalità materiale a soglia simbolica condivisa. La forma cava della calebasse – primaria, antropologica, universale – non impone un’immagine, ma custodisce una possibilità. Il vuoto non è assenza: è disponibilità.

Ogni presenza incarna una condizione umana – il dubbioso, il traditore, il pescatore, l’innocente, il convertito – e la tavola si trasforma in costellazione etica.

Nel dialogo con le opere permanenti custodite nella chiesa, tra cui gli affreschi di Fernando Botero, l’installazione non crea frattura, ma rilancio. Alla monumentalità pittorica risponde con essenzialità primordiale. Alla permanenza oppone temporalità consapevole.

La cena degli ultimi non sostituisce la narrazione evangelica: ne sposta il baricentro.

E davanti all’altare, la materia più semplice ricorda che ogni comunità si misura da chi decide di far sedere alla propria tavola.

Quando l’invisibile occupa il centro, la misericordia diventa struttura.


Presentazione SABATO 30 MAGGIO 2026 ore 18.30

Mariella Poli – curatrice dell’evento

Gian Luigi Corinto – geografo culturale

Presentazione SABATO 30 MAGGIO 2026 ore 18.30

Mariella Poli – curatrice dell’evento

Gian Luigi Corinto – geografo culturale

Ester Maria Negretti – artista

Comunicato stampa


La Chiesa della Misericordia presenta “La cena degli ultimi” di Ester Maria Negretti: un’opera di responsabilità, non solo di memoria.
Pietrasanta, aprile 2026 – La Chiesa della Misericordia, luogo storico di accoglienza e cura per gli ultimi, ospita dal 23 aprile al 12 luglio 2026 l’installazione “La cena degli ultimi” di  Ester Maria Negretti, artista italiana dalla forte impronta materica e simbolica. Collocata in prossimità dell’altare, l’opera dialoga con la natura stessa dell’edificio, nato per la pratica concreta della misericordia, e ne rinnova, in chiave contemporanea, la vocazione sociale e spirituale.
L’opera non è una reinterpretazione dell’Ultima Cena, bensì un’espansione simbolica del suo centro. Se la tavola di Leonardo è un teatro dello sguardo, la composizione di Negretti è un campo di responsabilità. Al posto dei volti dipinti, si trovano calebasse provenienti dal Burkina Faso, che letteralmente significa “terra degli uomini integri”, oggi tra i paesi più fragili del pianeta. Ogni ciotola, forma cava, primordiale, contenitore di nutrimento, diventa figura simbolica. Sono Giuda, Pietro, Tommaso, Giovanni, Simone, Bartolomeo, Maddalena, e il centro, vuoto, è affidato alla possibilità più che al potere.
Attraverso questo spostamento di geografia e di significato, La cena degli ultimi compie un gesto radicale, sottrae la figura per restituire coscienza. La materia fragile diventa misura etica, la povertà materiale densità simbolica. L’opera non denuncia, non accusa, non illustra. Si pone come invito a riposizionarsi nella propria responsabilità di fronte al sacro, alla storia, alle periferie.
In dialogo con la funzione originaria della Chiesa della Misericordia, la installazione trasforma il rito in occasione di interrogazione. La misericordia, qui, non è solo sentimento, ma posizionamento. Chi siede dove? Chi è ancora agli ultimi posti, e chi invece li accoglie al centro? La tavola, una volta ultima e carica di fine, si trasforma in prima opportunità, per la presenza degli ultimi, al centro dell’immaginario e del gesto collettivo.
La mostra è visitabile gratuitamente presso la Chiesa della Misericordia fino al 12 luglio 2026, con orari di apertura dal lunedì alla domenica dalle 9 alle 20. Per informazioni e prenotazioni di visite guidate: Mariella Poli  +39 3405194983

Per interviste e materiale fotografico:  
Ester Maria Negretti 
arte@esternegretti.com   Cell. +39 3475031178
Mariella Poli 
mariella.poli@gmail.com   Cell. +39 3405194083

Presentazione: SABATO 30 MAGGIO 2026 ore 18.30 Mariella Poli – curatrice dell’evento Gian Luigi Corinto – geografo culturale


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