Per la stagione estiva apre a Pietrasanta la mostra personale Memoria delle Profondità
negli spazi espositivi della Casa Editrice Petrartedizioni in via del Marzocco, 27
orari: tutte le sere dalle 17.30 alle 24.00
inaugurazione: sabato 14 giugno 2025 alle ore 18,00

COMUNICATO STAMPA:
Si inaugura sabato 14 giugno 2025 alle ore 18,00 negli spazi espositivi della Casa Editrice Petrartedizioni in via del Marzocco, 27 a Pietrasanta, la mostra personale dell’artista Ester Maria Negretti (Como, 1978) dal titolo Memoria delle Profondità che proseguirà fino al 31 ottobre 2025.
Ester Maria Negretti segue la vocazione alla pittura fin da bambina ricevendo il primo premio all’età di soli undici anni. Frequenta l’Accademia di Brera e, invece di intraprendere un percorso accademico, sente di voler seguire la buona tradizione rinascimentale formando la sua tecnica pittorica nella “bottega” di pittori esperti. Il suo lavoro, il suo stile e la sua tecnica, molto personali e riconoscibili, ricevono approvazione e interesse crescente da critica e pubblico con il favore di collezionisti sin dalla prima mostra personale del 2002. Ha esposto in numerose città tra cui: Roma, Parigi, Boston, Como, Milano, Zurigo, Mantova, Genova, Venezia, Oslo, Francoforte, Matera, Pietrasanta e Lugano, per citare le principali.
In questa sua personale a Pietrasanta presenta Paesaggi astratti con combinazioni materiche che si uniscono in un gioco di reazioni chimiche che ricordano il formarsi sedimentativo e primordiale della materia geo-cosmica e che suggeriscono all’osservatore nuove sensazioni aptiche che lo riconducono ad una inedita esperienza visiva ancestrale.
Sempre in questa collezione, spostando l’attenzione sull’Essenza, Negretti presenta Impronte, opere che dal 2007 al 2015 rappresentano una ricerca sulla “traccia” antropologica, con solchi, scavi, incisioni materiche fino a divenire Totem scultorei che si ergono nello spazio circostante piegandolo ad una interiorità che diventa sempre più esperienza totalizzante della nascita, della traccia dell’origine. In questa “stanza sospesa”, in un presente dilatato all’infinito, l’osservatore è avvolto da sonorità, suoni ed echi del profondo appositamente composti per una maggior esperienza totalizzante (compositore Francesco Mantero).

L’esposizione verrà poi ciclizzata con Vele, opere dove grafismo, colore, apposizione e tridimensionalità d’acqua e vento riportano all’esperienza del mare, alle sue profondità, all’energia che muove le sue onde, ai profumi di salsedine, ad una sensazione unica di libertà.
L’artista termina infine i cicli pittorici con l’omaggio a Michelangelo nostro contemporaneo: corpi chiari che tentano di uscire da forme geometriche fatte di luce ed ombra, metafore della nostra attuale quotidianità.

Ester Maria Negretti “Memoria delle Profondità” – PiETRASANTA
1 GIUGNO – 31 OTTOBRE 2025
Inaugurazione venerdì 14 giugno h 18.00
Casa Editrice Petrartedizioni
via del Marzocco, 27
Pietrasanta
contatti:
Ester Maria Negretti
+39/347.5031178
arte@esternegretti.com
www.estermarianegretti.com
Fb Ig : @ester_maria_negretti
Testo Critico Giovanni Bovecchi
Negretti presenta opere che richiamano la traccia antropologia e espandendosi in sculture totemiche avvolte da suoni del profondo. Qui arte e neuroscienza si fondono perché la sostituzione di sensorialità visiva con quella tattile-epidermica (aptos significa toccare), fa diventare l’esperienza visiva appunto esperienza tattile, è l’occhio che tocca, e l’esperienza tattile diventa esperienza sensoriale che avvolge l’osservatore agendo sulle memorie profonde del cervello limbico spingendo il pathos/apto sempre più nelle profondità dell’origine. Ester Maria Negretti attraverso opere che non appartengono solo alla sfera visivo-razionale ma piuttosto a quella psichica-irrazionale avvalendosi di sonorità ed echi sibilati del profondo, appositamente composti, respiri ancestrali, rituali, addirittura sonorità magmatiche, della Terra, alle origini del Cosmo, impiega le conoscenze della filosofie delle neuroscienze per spostare di senso il concetto di opera visiva che diventa non più oggetto kantianamente contemplativo ma soggetto attivo sull’osservatore ricettacolo di un se stesso totalmente inaspettato e sorprendente: stimolando la memoria delle profondità l’osservatore diventa per se stesso fruitore sensoriale degli archetipi degli abissi ed esperisce il senso dell’infinito, dello smarrimento, dell’horror vacui, sperimenta l’emozione incontrollabile della nascita della vita e della morte nello stesso istante. A far da contrappunto a questi concetti psichici più che visivi sono le scatole del tempo, veri e propri pacchi realizzati con tecniche ossidative, legati da spaghi stretti su superfici corrose dal tempo, scatole del mistero e del viaggio, a volte caratterizzate dall’apposizione di numeri consunti che hanno il significato di far intuire all’osservatore l’appartenenza ad un nucleo più vasto di numerazioni e dunque con lo scopo finale di far provare emotivamente il senso della perdita, dello smarrimento, del naufragio e, al tempo stesso, del ritrovamento di un qualcosa di misterioso al cui interno potrebbero esserci memorie, diari, oggetti: segreti custoditi e caduti in chissà quali mari sconosciuti o provenienti da chissà quali possibili terre. L’osservatore attivo si domanda se questi reperti siano indirizzati a lui con all’interno domande a cui rispondere.
Anche qui lo scopo è quello di agire, homo ludens, sul ricordo infantile del gioco, quando ogni cosa era tutta da scoprire, il mondo era infinito, una piccola concavità della terra o di un albero diveniva riparo da un al di fuori tutto da immaginare. Anche qui si deve perdere la conoscenza spaziale delle cose, in un mondo diventato piccolo e a portata di mano, e tornare puer aeternus, dismettere la cappa della logica e delle pluralità delle informazioni e vivere emotivamente la vita, a volte anche rischiando l’insuccesso: naufragium feci, bene navigavi.
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