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Quadri in un CLICK

Come scegliere il quadro giusto in internet? Ecco come Martina ha trovato le opere astratte giuste per il suo studio abbinandole ad un arredamento raffinato, contemporaneo ed elegante.

Così è nato il progetto e LA STORIA DI UN CLICK diventato una bella amicizia!

Martina è una commercialista e ha appena trasferito il suo studio in un palazzo luminoso in centro città. Lei, per stare bene, ama circondarsi di cose belle e creare un ambiente confortevole per i suoi clienti in modo che possano sentirsi coccolati e preziosi come ogni piccolo dettaglio. Ha curato personalmente il suo nuovo studio in ogni aspetto avvalendosi anche del supporto tecnico di un arredatore.

Conoscendoci, Martina mi ha raccontato che era già da un po’ che cercava un tocco artistico unico per completare il suo spazio, un’opera che conferisse personalità ed eleganza. A gennaio, in una ricerca serale in internet, è atterrata sul sito www.esternegretti.com e mi ha immediatamente scritto.
Erano molte le opere che l’avevano affascinata ma in particolare la serie delle Impronte/Essenze aveva attirato la sua attenzione. Quelle opere astratte, materiche, dense di significato tornavano alla sua mente e sembravano essere fatte proprio per lei. I colori, la materia, la luce, i materiali, si sposano perfettamente con i suoi elementi d’arredo così raffinati e contemporanei come la madia realizzata da @CattelanItalia in marmo e cristallo.

Dopo qualche messaggio, io e Martina, abbiamo approfondito la nostra conoscenza in una bella telefonata. E’ stato piacevole parlare con lei: era come se ci conoscessimo da molto tempo! Con felicità e un po’ di immaginazione costruivamo lo spazio con le parole, mi piaceva ascoltare tutte le sue spiegazioni ed esigenze; divertente trovare le soluzioni migliori!
I giorni seguenti le ho mandato delle fotografie di alcune mie opere che lei ha potuto selezionare. Da quella sua scelta ho realizzato dei render in modo da farle già vedere e vivere virtualmente le opere appese alle sue pareti.

render

E’ stato un lavoro di sintonia poterle proporre le opere più adatte per il suo studio.
Oggi Martina mi ha inviato le foto dei suoi quadri appesi nel suo studio.

 

Cosa ne pensate? Belli vero!?!!

 

Se anche tu hai desideri particolari sarà un piacere per me poterti aiutare ad esaudirli come ho fatto con Martina.

Ciao, Ester

Esperienze di quarantena: all’opera con i figli

“Artist & Son” è una proposta, scaturita da un’idea di Andrea Bianconi, che Casa Testori ha lanciato agli artisti che stanno vivendo questa quarantena in casa e che hanno figli.

Così anch’io ho deciso di lavorare liberamente a quattro mani con Berenice facendo realizzare a papà Maurizio le immagini dei lavori realizzati per farli raccontare a Casa Testori

Colta dall’entusiasmo di questa idea, ho dipinto con la mia bimba Berenice. Per noi è stata la prima volta perché lei ha solo 8 mesi ma è stato veramente stimolante per entrambe: esplorare nuove strade indicate da lei da ancora più senso a tutto questo.

Berenice ha 8 mesi e si può dire che sia nata nello studio di pittura di mamma Ester. Appena nata ha fatto le impronte dei suoi piedini sul muro della cameretta e giocato con la pasta modellante per avere un ricordo delle piccole manine, ma oggi ha realizzato la sua prima opera d’arte usando i colori di mamma e alcuni dei fogli appartenuti all’opera Didascalie di Garutti esposta nel 2012 al Pac. 
Curioso è vedere anche l’interpretazione di queste frasi che hanno completato la gestualità della piccola Berenice e aperto nuove strade compositive a Ester Negretti che ha seguito le geometrie casuali dei fogli sparpagliati dalla figlia. Papà Maurizio ci ha assistito realizzando il video.


Ester Maria Negretti, Berenice Camponovo, Maurizio Camponovo

OSSIDAZIONI

Dopo aver realizzato le prime opere di una nuova serie ed aver accolto il primo impulso di energia creativa, abitualmente torno a riflettere sul mio operato, su ciò che questo mi dice dopo che ho avuto la fortuna di vedere sulla tela ciò che ho provato e sentito dentro. Da qui torno alla mia collezione delle Ossidazioni: una serie di opere che si presenta come una suggestione proveniente dal passato, ricca di simboli. 

Il ferro è un metallo duro ma il tempo e l’acqua lo hanno corroso trasformandolo in ruggine che invece è friabile, fragile come le nostre emozioni e i ricordi che sbiadiscono. 

La scatola presenta evidenti segni del tempo che l’ha modificata. Un pacco, contenente qualcosa di prezioso mai arrivato a destinazione, evoca una capsula del tempo che ci porta a domandare se i veri destinatari di quella custodia siamo noi. Uno spazio fisico e mentale, temporale, un contenitore di cose ma anche di suggestioni e ricordi. Un simbolo del tempo che passa e che ci lega inesorabilmente con il passato in una personalissima rielaborazione emozionale dell’opera.

riflessioni dal periodo Covid

Nel mio recente lavoro ho ampiamente messo in discussione l’idea di dividere lo spazio rappresentato sulla tela da quello della fruizione così, in questo periodo di quarantena, di apparente sospensione temporale, mi sono interrogata sul ruolo della relazione fisica tra spettatore e opera. Le domande che si affacciavano sul mondo, nelle mie personali del 2008, Question, sono diventati dialoghi che mettono in relazione il pubblico con l’opera e con lo spazio proponendo un’esplosione di necessità tattili. Toccare, sentire, abbracciare, accarezzare tutte azioni ora negate e mai così tanto volute dall’umanità. Ecco che l’arte arriva a gridare al mondo questa necessità che lega passato e futuro.

OZERO KOMO: PRESENTAZIONE NUMERO ESTIVO – 25 LUG 2019 – FIDENZA VILLAGE, FIDENZA